bottegafilosofica - La lente verde di Rowan Gibson

Ciò che caratterizza chi è capace di innovare è la sua abilità nel saper cogliere intuitivamente il futuro, non in funzione di un dono misterioso, ma, piuttosto, grazie alla  lucidità e consapevolezza nella lettura del presente.

Abbiamo già approfondito il concetto di ortodossia, e, soprattutto abbiamo imparato ad individuare e mettere in discussione le ortodossie presenti nel contesto lavorativo di ognuno.

Il mercato ci propone numerosi esempi di organizzazioni che hanno davvero saputo rappresentare l’innovazione, ma quello che qui ci interessa studiare è cosa avessero di diverso da altre realltà dello stesso settore quelle ancora in buona salute e, anzi, in espansione.

Apple, Amazon, Netflix probabilmente non ne sapevano molto di più rispetto a Nokia, Walmar e Blockbuster in termini prettamente tecnici.
Con molta probabilità però hanno saputo vedere qualcosa in più, hanno saputo riconoscere le tendenze fondamentali emergenti e sfruttare a proprio vantaggio le opportunità offerte dal cambiamento.

L’ innovatore non gode di una posizione privilegiata rispetto agli altri nell’osservare gli eventi, ma riesce a leggerli in modo diverso grazie ad alcune sue specifiche competenze, prima tra tutte la capacità di fondere osservazione e pensiero.

Chi innova e chi non lo fa hanno una cosa molto importante in comune: il punto di partenza.
Gli innovatori non possono contare su un numero maggiore di informazioni rispetto agli altri, ma riescono a capire come utilizzare in modo efficace quelle informazioni in anticipo.
Si muovono prima degli altri, solitamente agiscono mentre gli altri sono ancora assorbiti da attività quali la negazione o la sottovalutazione degli elementi precocemente visibili di un cambiamento, incapaci di mettere in discussione le proprie ortodossie, quelle su cui abbiamo lavorato nel primo incontro InnPalestra.

Ciò che noi riconosciamo nell’innovatore è ben descritto dalle parole di Willard Van Orman Quine, filosofo e professore ad Harvard “quella che per un uomo è un’ osservazione per un altro è un libro chiuso o un volo di fantasia”.