L'executive coaching diventa un coaching 'sartoriale'

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Nel grande mondo del coaching, ci sono diversi modi di intendere l’executive coaching,

che ormai, nella comunità dei professionisti, identifica un percorso finalizzato soprattutto allo sviluppo della persona e delle sue potenzialità.

Nel coaching ‘stile Bottega filosofica’ a noi piace chiamarlo coaching ‘sartoriale’, per enfatizzare che è un po’ come concedersi il lusso di un abito su misura!


Che si tratti di persone all'interno di un’organizzazione o di singoli imprenditori o professionisti, di focalizzarsi più sull'ambito professionale o anche su quello personale, è un’esplorazione ‘a tutto tondo’ la cui finalità è accompagnare la persona in un percorso di conoscenza di sé e del contesto e sostenere il suo sviluppo tra ’radici e ali’.


Il focus di un percorso di executive coaching ‘sartoriale’ è sull'acquisizione di consapevolezza delle risorse esistenti e delle proprie potenzialità e sul raggiungimento degli obiettivi personali e/o organizzativi desiderati. Al termine di un percorso di questo tipo condotto insieme al coach, il cochee (la persona affiancata dal coach) avrà una visione più chiara e contestualizzata di sé e dei propri obiettivi e avrà individuato modi nuovi e più soddisfacenti di essere e di agire.
L’executive coaching ‘sartoriale’ si rivolge soprattutto a chi vuole chiarificare e raggiungere i propri obiettivi, nella vita professionale e personale, migliorando contemporaneamente la conoscenza di sé e la propria capacità di utilizzare in maniera efficace tutte le risorse a disposizione.


E’ una esplorazione e un allenamento personalizzato per migliorare se stessi e i propri risultati spesso in vista o in conseguenza di una sfida più grande. E’ quello più adatto quando si vuole cambiare qualcosa ma non si esattamente come farlo, quando si vuole essere sostenuti nel trovare la soluzione a un problema e contemporaneamente cogliere una occasione di sviluppo personale.


Soprattutto all’estero viene spesso definito ‘leadership coaching’ in particolare quando con il termine leadership viene intesa la capacità di conoscere se stessi e di sapersi mostrare al mondo per quello che autenticamente si è, fondando su questa capacità la propria riuscita. Perché questo accada è necessario conoscere e usare consapevolmente i propri talenti e comprendere persone e situazioni riuscendo a coglierne l’essenza.

Anche se un percorso di coaching ‘sartoriale’ si realizza sempre in modo unico e irripetibile, per comprendere meglio come si svolge concretamente, possiamo suddividere il processo in tre momenti ideali:

  • inizio: è un momento conoscitivo ed esplorativo e ha l’obiettivo di creare una relazione, tra coach e coachee, basata sulla reciproca fiducia. Può durare più di un incontro a seconda delle caratteristiche della questione/problema da affrontare, della durata del percorso e del livello di consapevolezza del coachee.
    In questa fase si definiscono le regole iniziali del contratto di coaching, si costruisce una sorta di ‘patto’ formativo tra coach e coachee, si approfondisce la conoscenza reciproca e, in particolare: si ricostruisce la storia della persona; si lavora sulla sua autoconsapevolezza, facendo emergere le sue aree di forza e quelle di debolezza; si focalizzano i gap esistenti tra la realtà emersa e quella auspicata dal coachee; si identificano le aree problematiche; si definiscono gli obiettivi del percorso di coaching

 

  • sviluppo del percorso: questo si concretizza prevalentemente nella definizione di piani d’azione concreti che il coachee si impegna a realizzare tra un incontro e l’altro e nell’analisi di quanto accaduto che viene osservato come ‘autocaso’ isolando le esperienze significative che consentono di mettere a fuoco alcune strategie di comportamento del coachee e i relativi fattori di successo o di miglioramento. Questa fase consente di completare e approfondire il processo di consapevolezza avviato nella prima parte del percorso, permette di individuare i comportamenti e le azioni da attuare per superare le criticità identificate e di raggiungere sotto-obiettivi specifici concorrenti a realizzare il risultato auspicato del percorso di coaching.
    In questa fase il coach può supportare il coachee anche nell’acquisizione di competenze e strumenti, nell’elaborazione di specifici progetti, nell’affrontare in maniera efficace situazioni emergenti, eccetera

 

  • conclusione: negli ultimi incontri (uno o due), di solito, si fa, il punto della situazione, si ricostruisce il percorso fatto, il coachee si dà obiettivi per il futuro e definisce piani di azione e di apprendimento da realizzare, a questo punto, in autonomia, forte di quanto appreso e sperimentato nel percorso di coaching.

Trattandosi di un percorso che mette il coachee al centro, tutte le scelte metodologiche vengono condivise, così come l’ambiente in cui svolgere gli incontri, non sempre al chiuso di una stanza, ma anche in una villa, un parco, un museo. Il criterio di scelta è quello di favorire la piena libertà di espressione di sé del cliente e l'attivazione della sua creatività.

Inoltre ormai frequentemente, per ridurre i costi ‘accessori’, in termini di tempo ed economici, degli incontri, si usano piattaforme web per fare riunioni a distanza.