La leadership è una pratica e un'esperienza

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Leadership è una parola intraducibile nella nostra lingua senza una inevitabile perdita di significato. La traduzione italiana più utilizzata della 

parola leader è ‘capo’ e questo, a mio parere è uno dei motivi per i quali, in Italia, la leadership viene intesa più come una posizione organizzativa, un ruolo di guida/direzione in cui qualcuno è stato nominato piuttosto che qualcosa che viene riconosciuta a qualcuno in virtù di ciò che è e fa.


La traduzione più letterale di leadership è ‘abilità di guidare, ispirare, influenzare qualcuno’. Ed è evidente che ciascuno, costruendo la propria vita conduce se stesso e influenza, in qualche misura, la vita degli altri, nella professione, nella famiglia o in ambiti più ampi.

 

Tutti gli essere umani,quindi, hanno necessità di sviluppare questa abilità di guidare - se stessi e gli altri - per poter essere autori - protagonisti - delle proprie scelte e in grado di influenzare altri quando serve.
Al minimo,allora, sviluppare la propria leadership è necessario per mantenere la propria autonomia, per affermare il proprio diritto a decidere per quello che riguarda se stessi e ottenerne il rispetto da parte degli altri. Ma, contemporaneamente, a tutti gli esseri umani si presentano, nella vita, occasioni in cui viene loro richiesto di essere leader, di assumere la guida - anche solo temporanea - di un processo, di un gruppo, mostrando di essere all’altezza della situazione ovvero di saper prendere un’iniziativa efficace, saper indicare una direzione o saper sostenere adeguatamente una responsabilità.

Abbiamo compreso che esercitare la leadership, quindi, è richiesto a tutti e va molto al di là delle competenze, del sapere o del saper fare.
Ma allora cosa intendiamo quando parliamo di leadership?

Ecco una proposta di definizione che mi sembra adeguata a quanto richiesto dalla complessità del nostro tempo: "leadership è quella particolare dimensione - che emerge da se stessi, dalla propria conoscenza e dalla propria motivazione - che permette a ciascuno di agire in maniera efficace e di condurre, in maniera coerente e potente, costruttiva e creativa, se stesso e gli altri. E che deve esprimersi, pertanto, con modalità personali: non si può essere efficaci solo ‘applicando’ un modello esterno.

Spesso si sente dire che c'è bisogno di nuovi paradigmi. Un nuovo paradigma è pensare la leadership come un movimento autentico del Sé inside-out - piuttosto che l'inverso - e concepirla più armonica e completa, capace di integrare le sue componenti ‘maschili’ e ‘femminili’.
Per ottenere questo c’è bisogno che tutti scoprano la propria leadership autentica - di cosa è fatta e il modo personale e peculiare di esercitarla - e, insieme, il proprio valore, il proprio, unico, contributo al Mondo.

Per sviluppare quella conoscenza e percezione di sé che permette di esercitare una leadership autentica, sia rispetto alla propria vita sia nei confronti degli altri, diventa indispensabile curare il proprio sviluppo individuale in ottica sistemica, considerandosi, quindi, una persona nella sua completezza, tenendo insieme le dimensioni fisica, intellettuale, emotiva e spirituale.
Non si tratta, però, di imparare qualcosa dall’esterno ma, piuttosto, di coltivare se stessi - e quindi la propria leadership - ‘dall’interno’. Un vero leader è una persona che è in grado di rispondere spontaneamente alle nuove situazioni. E’ ‘fresco’ nelle sue idee perché si mantiene costantemente ‘vivo’.

Parliamo, quindi, non dell’apprendimento di un’insieme di tecniche che, una volta imparate, sono disponibili al bisogno, ma di una pratica che, come tutte le pratiche, esige una disciplina, - fatta di costanza, di auto-osservazione e di consapevolezza -, un allenamento teso al miglioramento continuo, al superamento quotidiano di un piccolo limite, per essere ogni giorno un po’ più efficaci.
La leadership non è una qualità. E’ piuttosto un'esperienza che una persona, che si prende cura della propria crescita personale e che ha capacità di costante tras-formazione, fa quando, capace di mostrare la propria essenza, ‘irradia’ un’energia in grado di raggiungere e influenzare gli altri e per questo è guardata come modello e fonte di ispirazione.