bottegafilosofica - Group e team coaching per apprendere e praticare l'intelligenza collettiva

Breadcrumbs

Scrive il filosofo Pierre Levy :- «Nessuno sa tutto, ognuno sa qualcosa. La totalità del sapere risiede nell'umanità [...]

Intelligenza collettiva è questa capacità delle comunità (virtuali) di far leva sulla competenza. Quel che non possiamo sapere o fare da soli, possiamo essere in grado di farlo collettivamente».

L'intelligenza è distribuita dappertutto, dovunque c'è umanità, e la si può valorizzare al massimo mettendola in sinergia: se qualcuno sa qualcosa qui e qualcun'altro sa un'altra cosa là e le loro conoscenze sono complementari, possono entrare in comunicazione l'uno con l'altro, scambiare il loro sapere, cooperare.

Perché questo accada è necessario sviluppare nelle persone e nei gruppi alcune sensibilità e capacità che rendono il lavoro fluido, entusiasmante e produttivo.

Bottega Filosofica è, per vocazione, al fianco delle aziende e delle altre organizzazioni che vogliono prendersi cura dell'evoluzione delle proprie competenze e dellla costruzione e mantenimento di un ambiente di lavoro sereno in cui sono favoriti la creatività e l'orientamento al risultato in una logica non individualistica.

Energia, competenza, motivazione e consapevolezza – di sé e del mondo – sono indispensabili per evolvere e costituiscono il core di alcune ipotesi di group e team coaching - la differenza sta nel fatto che un gruppo sia stato costituito per l'occasione o un team già esistente - che ci siamo divertite a esplorare.

Si tratta di percorsi, anche di breve durata, volti a sviluppare, esercitandole nel vivo, competenze evolute di tipo sistemico indispensabili per ottenere buoni risultati nelle situazioni ad alta complessità nelle quali operano le organizzazioni del XXI secolo.

Un primo percorso è finalizzato ad 'accendere l'intelligenza collettiva' attraverso, ad esempio:

  • aiutare ciascun membro del gruppo a prendere consapevolezza di 'come si formano' i pensieri, suoi e degli altri, e di come si possono esprimenre in maniera costruttiva, generativa, rispettosa ed efficace
  • sviluppare, nei membri del gruppo, la sensibilità sociale ovvero la capacità di leggere le espressioni e le emozioni degli altri
  • creare situazioni in cui il gruppo possa allenarsi a praticare l'equilibrio nella partecipazione alla conversazione facendo esperienza del fatto che gruppi in cui una sola persona domina la conversazione sono meno intelligenti dei gruppi in cui la partecipazione alla conversazione è distribuita tra tutti
  • sviluppare la capacità di cooperare nell' identificare, definire, ricercare e mettere in pratica soluzioni a questioni problematiche reali
  • aiutare a migliorare l'efficacia del proprio lavoro e far sperimentare il piacere della costruzione comune di un'idea, di una soluzione.

Un secondo possibile percorso potrebbe essere dedicato a imparare l'arte di 'tessere la tela del consenso'.

Il metodo del consenso é un processo decisionale particolarmente efficace quando ci sia una molteplicità di interessi da compenetrare e la necessità di coinvolgere e attivare le energie di tutti i soggetti coinvolti. In esso le decisioni si considerano prese quando tutti i partecipanti al gruppo, assumendo un atteggiamento cooperativo e uscendo dalla dinamica vinci/perdi, pervengono a una proposta condivisa. Ciò non significa accordo totale in quando il metodo punta a far convivere le differenze, non a eliminarle. Il singolo ha il potere e la responsabilità di sollevare i problemi, il gruppo ha la responsabilità e il potere di riconoscerli e risolverli.

Le pratiche tipiche del group e del team coaching ben supportano:

  • costruire la fiducia stimolando la capacità di esaminare in modo critico i propri atteggiamenti e di apprezzare le differenze culturali e personali
  • sviluppare un atteggiamento di rispetto e ascolto reciproco imparando a distinguere tra una posizione e la persona che la assume
  • comprendere e condividere i reali obiettivi del gruppo
  • apprendere come agire nel rispetto delle diversità e delle differenze persuadendo gli interlocutori in virtù della bontà del proprio punto di vista
  • riconoscere il proprio potere (self empowerment) e assumere le proprie responsabilità evitando di delegare acriticamente o di affidarsi ad autorità ed esperti esterni
  • gestire positivamente il conflitto affinché non blocchi il processo e diventi occasione di crescita
  • partecipare attivamente e sviluppare la capacità di agire creativamente, per condividere potere, capacità, informazioni.

Una terza pista di lavoro possibile ci sembra quella dello sviluppo della capacità di strutturare percorsi di problem solving condiviso basati su una corretta, e anch'essa condivisa, definizione del problema.

L'intelligenza non sta, infatti, soltanto nella capacità di risolvere problemi, ma anche nella capacità di individuarli e di definirli (problem finding e problem setting), il che implica, tra l'altro, la capacità di distinguere i veri dai falsi problemi.

E' importante, quindi, favorire l'attitudine generale della mente a porre e a risolvere i problemi.

Il problem setting è, a nostro parere, la fase più critica del processo di problem solving perché occorre essere interessati e disponibili a mettere in discussione le cose note, a 'ripensare il pensato' ,a guardare il problema da diversi punti di vista per poterlo inquadrare sui diversi aspetti implicati.

Per questo un apposito percorso che utilizzi le modalità del group e del team coaching può essere molto prezioso per:

  • approfondire tutte le fasi di un corretto ed efficace processo finalizzato alla soluzione di un problema esplorandone tutti i passaggi e i principali strumenti a disposizione per realizzarli
  • acquisire sensibilità e competenze per svolgere efficacemente l'intero processo
  • allenarsi attraverso la soluzione di problemi reali dei partecipanti e/o dell'organizzazione di appartenenza svolgendo tutte le fasi del processo del problem solving creativo e lavorando sui feedback in maniera tras-formativa per far emergere dal gruppo buone decisioni.

I percorsi che abbiamo immaginato possono essere attuati in presenza o a distanza utilizzando le opportunità fornite dal web che così diventa luogo virtuale di apprendimento e di sperimentazione non solo di processi di generazione di intelligenza collettiva ma anche di esercizio di intelligenza connettiva.