bottegafilosofica - Investire nello sviluppo della 'leadership saggia' è una priorità

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Già dagli anni ’90 del secolo scorso, abbiamo assistito all’avvento di una sempre maggiore complessità dovuta alla globalizzazione economica

e sociale, i fatti dell'11 settembre 2001 hanno sancito definitivamente la fine del complesso di certezze su cui posava il mondo industrializzato, confidente nel progresso ininterrotto, nella superiorità della civiltà occidentale di mercato, nel primato incontrovertibile della tecnica, la crisi non solo economico-finanziaria nella quale stiamo vivendo da qualche anno e l'imprevedibilità del futuro hanno minato definitivamente la fiducia assoluta nei modelli di previsione, nello scientific management, nella pianificazione strategica, nella razionalità economica.
Quando tutto diventa imprevedibile e impalpabile, quando si affacciano nuove emergenze sociali e ambientali, diventano necessari approcci diversi e mentalità nuove.

Tra natura e cultura va ricostruito un patto, tra progresso e ambiente vanno stabiliti nuovi limiti di compatibilità. E’ ormai chiaro a tutti che non si può leggere il futuro con gli occhi del passato.

Sono cambiate le regole della politica, ma anche quelle dell’economia e della finanza. E sono cambiate le relazioni e i rapporti tra la politica, l’economia e la finanza.

Sono largamente cambiate le regole di governo delle aziende ed è cambiata la modalità di gestire i sistemi sociali.

I saperi necessari per il futuro non sono più solo quelli tecnologici e scientifici ma sono quelli che consentono di ricomporre le fratture tra pensiero umanistico e pensiero scientifico, fondando un nuovo approccio scientifico ai problemi, basato sulla complessità e sulla responsabilità.

E’ necessario dare sempre più spazio e importanza alle domande, alle emozioni, all’intuito, alla creatività; valorizzare la diversità, attuare politiche di inclusione e sostenere lo sviluppo dei talenti individuali piuttosto che la conformità a modelli precostituiti.

E' vitale saper liberare e aver fiducia nell’intelligenza collettiva che può svilupparsi nell’autonomia e nella libertà sostituendo passione e visione condivisa alla logica del controllo.

Per questo serve una nuova visione della leadership e percorsi di apprendimento che sappiano generarla, sviluppando nelle persone le caratteristiche necessarie per attuare una leadership diffusa. E promuovere istituzioni politiche in grado di guidare il Paese e i suoi apparati amministrativi alla generazione di reali opportunità, equità e benessere per i cittadini, le comunità e le imprese  e realizzare imprese che creino valore economico, sociale ed ecologico per se stesse e per la società.

Il mondo della politica e quello del business, nell'Italia di questo tempo,  hanno un bisogno primario di leader 'saggi', capaci di prendere le loro decisioni consapevoli che  i loro risultati saranno vantaggiosi per la società nel suo insieme così come per l'impresa.

Accanto alla conoscenza esplicita e tacita posseduta dai leader e diffusa nelle istituzioni e nelle organizzazioni, si tratta, quindi, di sviluppare un terzo tipo di conoscenza, quella che gli antichi greci chiamavano phronesis, saggezza pratica.

Nonaka e Tacheuci, in un articolo comparso sulla Harvard Business Review già nel 2011, individuavano come 'leader saggio' quello che possiede sei caratteristiche:

  • sa valutare cosa è bene
  • sa cogliere rapidamente l'essenza delle situazioni
  • crea contesti favorevoli all'apprendimento
  • comunica in maniera efficace
  • esercita un potere basato sull'influenza che riesce a tenere insieme le persone
  • incoraggia negli altri lo sviluppo della saggezza pratica attraverso la creazione di occasioni di sperimentazione e il mentoring.

Far crescere persone di questo tipo è un bisogno impellente al quale sono chiamati a rispondere,anche molto rapidamente, tutti coloro che si occupano di apprendimento e sarà importante prendersene cura in maniera umile, non idelogica né demagogica.