B sta per Business Ben fatto e Bravo e anche Bello e Buono per/verso tutti, come intendono, oggi, le Società Benefit e le B Corp — altre due B.

Un modo di fare business che recupera e valorizza quella che è la stessa essenza dell’impresa nonché il suo valore sociale: creare e organizzare il lavoro, realizzare prodotti o servizi, creare e distribuire ricchezza.

Ricchezza non solo economico-finanziaria — tangibile — ma anche intangibile, ovvero competenze, cultura, bellezza, benessere. E ricchezza per tutti: azionisti, lavoratori, clienti, società.

E allora B anche come Ben-essere, B come Bene comune.

Parlare di ben-essere lavorativo, infatti, significa ribadire che il profitto non ha senso, per un ‘vero’ imprenditore, se scisso dal bene comune. Il vero imprenditore come abbiamo visto, vive e opera per portare, anche attraverso gli utili della sua impresa, un contributo al compimento e al miglioramento del mondo.

O B come ‘Be’, saper essere se stessi, aver identificato il Senso — il purpose - della propria impresa, ciò per cui esiste e che può realizzare solo lei in quel modo lì, autentico.

B anche come Bottega e come Bottega Filosofica.

E bottega filosofica non è solo la nostra, sono anche le imprese con cui lavoriamo che si riconoscono — o diventano anch’esse un po’ ‘botteghe filosofiche’ in occasione di progetti condivisi e consulenze: esperienze che recuperano lo spirito artistico, artigianale, creativo, ‘furbo’ della Bottega rinascimentale e dell’atelier, attraverso l’impiego e la valorizzazione di competenze filosofiche come l’osservazione, la riflessione, il pensiero critico, la logica, il dialogo, l’immaginazione, la visione utopica.

Una bottega, un modo di fare business, capace di riflettere con consapevolezza su se stessi e sull’ambiente naturale e sociale circostante per sentirsi ‘in relazione’ con essi. Una relazione di profonda e imprescindibile interdipendenza, presupposto costitutivo della visione d’impresa.

Le botteghe degli artisti nel Rinascimento, poi, erano luoghi in cui le cose si facevano insieme, luoghi aperti, che accoglievano e combinavano — spesso anche inconsapevolmente — molteplici visioni, percorsi, idee e esperienze.

E le botteghe migliori erano quelle in cui il titolare era un grande artista che sapeva valorizzare il talento dei suoi allievi. Si creavano, in tal modo, comunità di creatività e innovazione dove s’intrecciavano sogni, passioni e progetti di persone anch’esse interdipendenti.

Al centro del nostro lavoro ci sono quindi, sin dall’inizio e sempre, le persone.

Per questo:

  • andiamo incontro alle persone e ci prendiamo cura di loro come singole e come membri di un’organizzazione
  • aiutiamo i nostri clienti a sviluppare le proprie qualità umane e, in particolare, quei presupposti di approccio e competenza, che consentono loro di fare innovazione nelle proprie vite e nei contesti in cui vivono e operano
  • pensiamo le tecnologie come frutto dell’intelligenza umana e al servizio dell’evoluzione umana.

Come le botteghe artigiane, curiamo l'Innovazione che per noi non è solo invenzione ma anche scoperta, valorizzazione, trasformazione e/o combinazione di risorse esistenti che generano nuovo valore.

Guardando ai temi dello sviluppo attraverso lenti multiple, noi anticipiamo quello che le persone non sono ancora in grado di articolare o non hanno ancora immaginato e le aiutiamo a trasformare questo pensiero in idee e progetti di cambiamento.
Dall'idea iniziale al progetto concluso i nostri percorsi di innovazione - personale, organizzativa e/o sociale - prendono forma da un pensiero profondo ‘insight-led che, in una logica sistemica, valorizza anche l’intuizione e le emozioni accanto alla comprensione razionale.

E, come le botteghe d'arte, ci sentiamo e agiamo come  un hub, ovvero come  un ‘connettore’, ‘centro di interscambio’, 'punto di snodo' qualcosa in cui si arriva, per partirne di nuovo, per diffondersi, disseminarsi.

Per noi hub, quindi, vuol dire 'punto di incontro e di scambio', luogo temporaneo di decantazione, di e-laborazione e di diffusione di saperi ed esperienze che acquisiamo attraverso lo studio, l'approfondimento, le relazioni molto varie, ma sempre autentiche e intense, che intratteniamo con tante persone in tanti ambienti, anche molto diversi. Tutti accomunati dalla passione per l'innovazione, comunque questa si esprima.

Hub, quindi, è prima di tutto relazioni, quelle che ci piace avviare, stabilire, promuovere, co-creare intorno al concetto di human innovation. Mettere a disposizione uno spazio - fisico e concettuale - che ha una vocazione distintiva all'intelligenza connettiva, alla riflessione comunitaria, alla contaminazione, all’ibridazione, alla co-costruzione di un pensiero e di un agire nuovo.

Un luogo pluraleversatile e interdisciplinare in cui sia possibile illuminare e alimentare potenzialità non esplorate delle persone, delle organizzazioni, delle comunità.

Un luogo aperto e pronto ad accogliere e combinare armonicamente molteplici visioni, percorsi, esperienze e idee diverse. Per offrire servizi - e magari, perché no?, talvolta prodotti - anche eterogenei ma accomunati dalla sorpresa, dalla meraviglia che apre al cambiamento e dall'impegno a mettere sempre al centro la persona, la sua evoluzione.

Attente sempre a generare valore non solo per i singoli, persone o organizzazioni che siano, ma per l'intero sistema al loro intorno.

 

 

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