Chi sono gli innovatori? Quali sono le caratteristiche che consentono loro di proporre soluzioni di cambiamento in grado di fare la differenza?

Secondo Rowan Gibson che ha elaborato il modello delle 4 lenti dell’innovazione, tutte le innovazioni introdotte nel corso della storia, a prescindere dall’epoca e dal contesto di riferimento, mostrano uno o più di questi 4 aspetti fondamentali:

  1. sfidare una convenzione

  2. cavalcare una tendenza nascente

  3. sfruttare una nuova competenze o usare risorse esistenti in maniera nuova

  4. rispondere a un bisogno fino a quel momento non ancora soddisfatto.

La combinazione di queste 4 condizioni ha consentito agli innovatori, nella maggior parte dei casi, di approdare a soluzioni nuove. 

Come guardare attraverso le lenti dell'innovazione

L’innovatore, secondo la teoria di Gibson, è come se fosse dotato di 4 lenti, ognuna delle quali gli consente una delle 4 azioni, ogni lente è associata a un colore:

  • la prima lente, di colore giallo, è quella utilizzata per il superamento delle convenzioni, quella capace di mettere in discussione le regole e gli assunti ben radicati per intravedere soluzioni nuove e non convenzionali

  • la seconda lente, di colore verde, ha il compito di aiutare a riconoscere la una tendenza nascente e sfruttarne le potenzialità per esplorare nuove risposte ed opportunità

  • la terza lente, di colore blu, lavora sulla capacità di applicare una nuova competenza o di sfruttare in modo nuovo una risorsa già esistente

  • la quarta lente, di colore rosso, invita a ragionare sui bisogni per comprenderli profondamente, a porre l’attenzione su esigenze finora ignorate o sottovalutate, sollecitando la ricerca di nuove soluzioni.

Anticamente si credeva che la creatività fosse pura emanazione pina. L’idea che la creatività potesse essere il prodotto delle persone, in funzione delle loro conoscenze e competenze, segnò l’inizio di una nuova epoca, affermando il valore della sperimentazione e della scoperta.

In particolare, possiamo inpiduare 4 prospettive mentali, quattro schemi di pensiero tipici della mentalità rinascimentale legati, ancora oggi, al concetto di creatività e innovazione.

Lente gialla

Il primo aspetto caratterizzante gli innovatori del Rinascimento è il loro spirito anticonformista, la tendenza a porsi delle domande che mettano in discussione assunti ben consolidati, basti pensare a Galilei, Keplero e Copernico che per primi misero in dubbio che la terra fosse al centro dell’universo.

Questo atteggiamento corrisponde, nel modello di Rowan Gibson, alla prima lente, di colore giallo, associata alla capacità di sfidare le ortodossie. Per ciascuno di noi, nella nostra quotidianità, sfidare le ortodossie può riguardare qualcosa di in funzione del contesto di riferimento.

Lente verde

Altro elemento che caratterizza chi è capace di innovare è la sua abilità nel saper cogliere intuitivamente il futuro, non in funzione di un dono misterioso, ma, piuttosto, grazie alla  lucidità e consapevolezza nella lettura del presente.

Il mercato ci propone numerosi esempi di organizzazioni che hanno davvero saputo rappresentare l’innovazione, ma quello che qui ci interessa studiare è cosa avessero di perso da altre realtà dello stesso settore quelle ancora in buona salute e, anzi, in espansione.

Apple, Amazon, Netflix probabilmente non ne sapevano molto di più rispetto a Nokia, Walmar e Blockbuster in termini prettamente tecnici. Con molta probabilità però hanno saputo vedere qualcosa in più, hanno saputo riconoscere le tendenze fondamentali emergenti e sfruttare a proprio vantaggio le opportunità offerte dal cambiamento.

L’ innovatore non gode di una posizione privilegiata rispetto agli altri nell’osservare gli eventi, ma riesce a leggerli in modo perso grazie ad alcune sue specifiche competenze, prima tra tutte la capacità di fondere osservazione e pensiero.

Chi innova e chi non lo fa hanno una cosa molto importante in comune: il punto di partenza.

Gli innovatori non possono contare su un numero maggiore di informazioni rispetto agli altri, ma riescono a capire come utilizzare in modo efficace quelle informazioni in anticipo.

Si muovono prima degli altri, solitamente agiscono mentre gli altri sono ancora assorbiti da attività quali la negazione o la sottovalutazione degli elementi precocemente visibili di un cambiamento, incapaci di mettere in discussione le proprie ortodossie.

Ciò che noi riconosciamo nell’innovatore è ben descritto dalle parole di Willard Van Orman Quine, filosofo e professore ad Harvard “Quella che per un uomo è un’ osservazione per un altro è un libro chiuso o un volo di fantasia”.

Riconoscere le tendenze nascenti non è affatto cosa da poco, specifiche skill vanno allenate per essere in grado di cogliere le opportunità emergenti e tradurre in nuove esperienze professionali e iniziative di business i cambiamenti in atto.

Il cambiamento porta in sé due importanti componenti: nuove tendenze e discontinuità. È altamente probabile che questi due fattori siano in parte impercettibili, specie quando si è all’interno di un sistema che sembra funzionare al meglio, con risultati di successo. Gli innovatori sono in grado di anticipare e cavalcare una tendenza.

Lente blu

Molto spesso, inoltre si arriva alla creazione di qualcosa di assolutamente inaspettato grazie alla capacità di ridefinire un’idea preesistente e immaginarne l’applicabilità in un altro contesto. È quella capacità che Rowan Gibson identifica come la lente blu.

Chiudersi nel proprio settore e non valutare l’opportunità di avventurarsi in nuovi spazi, osservando con curiosità e interesse altre realtà anche molto perse dalla propria, può essere molto inefficace e controproducente. Realtà perse, infatti, possono spesso darci spunti molto utili, o addirittura illuminanti, proprio perché distanti da ciò che ci passa ogni giorno davanti agli occhi.

Osservare le risorse messe in gioco dagli altri può essere un ottimo metodo per vedere opportunità per rilanciare o ridefinire le proprie così da trovare e proporre servizi, prodotti e soluzioni nuove ai propri clienti o trovare un modo perso e più efficace di realizzarli.

Il terzo 'segreto', quindi, svelatoci da Gibson, riguarda la capacità di riutilizzare o ricombinare risorse già esistenti, magari pensate e impiegate fino ad allora in modi e contesti in cui non è stato possibile far emergere tutto il loro valore.

All’interno di ogni organizzazione non è mai inutile e, anzi, è necessario chiedersi se esistono risorse al momento sottoutilizzate o utilizzate per uno scopo limitato o addirittura sbagliato. Può essere molto utile riflettere sul nostro modo di fare business, sulle risorse a disposizione e sul modo in cui vengono impiegate pronti a mettere sempre in discussione ciò che ci sembra ovvio e scontato.

Lente rossa

E, da ultimo ma non certamente ultima, la lente rossa del modello, comprendere i bisogni.

Per essere innovatori è indispensabile anche imparare a guardare le cose dal punto di vista del cliente, intercettare i suoi problemi irrisolti, i bisogni espressi ma insoddisfatti o quelli proprio inespressi. Un modo efficace per farlo è quello di adottare il cliente come punto di partenza dal quale generare nuove idee.

Ma il cliente sa sempre e in maniera chiara ciò che desidera o ciò di cui ha bisogno? Per questo è utile avvalersi di persi strumenti come questionari e focus group, ma il segreto perché questi siano realmente efficace è immergersi nell’ambiente del cliente e provare a immedesimarsi in lui, a fare nostri i suoi bisogni e le sue emozioni immaginando così una soluzione concreta per una persona reale.

 

 

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