La scommessa della fiducia

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L’Inner Development Goal con cui vogliamo chiudere questo 2023 è ‘Fiducia’ che nel framework IDG viene definita come “Capacità di mostrare fiducia e di creare e mantenere relazioni di fiducia”.

Ma cosa vuol dire ‘fiducia’? La parola ha un'etimologia interessante e un significato che si distingue da altri termini simili come ‘speranza’, ‘fede’ e ‘affidamento’.

‘Fiducia’, parola già esistente in latino, ha origine nel termine ‘fides’ un concetto fondamentale nella cultura romana, essendo un pilastro delle relazioni personali e pubbliche. Nel tempo, la parola ‘fiducia’ è stata adottata in molte lingue con sfumature leggermente diverse, ma mantenendo il nucleo centrale del significato legato alla fiducia e alla lealtà.

Nel contesto moderno, la fiducia implica una sorta di aspettativa positiva riguardo all'affidabilità, all'integrità, alla capacità e alla solidità dell'oggetto della fiducia. È quindi legata a un senso di sicurezza emotiva e anche, spesso, alla convinzione che l'altra parte agirà nell'interesse comune o rispetterà un accordo.

La fiducia è una forza fondamentale

Yuval Noah Harari, storico e filosofo israeliano autore di "Sapiens: da animali a dei", vede nella fiducia una forza fondamentale che ha plasmato l'evoluzione umana e la società moderna.

E' la fiducia, oltre all'immaginazione, che ha permesso la prima grande rivoluzione fondamentale della storia dell'umanità: per esempio senza credere alle possibilità offerte dall’ignoto e alla nostra capacità di penetrarlo, spiega Harari, non sarebbero esistiti il commercio e l'esplorazione di altre terre che sono uno dei tratti distintivi dei Sapiens rispetto alle specie che li hanno preceduti. 

Secondo Harari la fiducia è anche il collante che tiene insieme le società. Nel suo affascinante viaggio attraverso la storia umana, egli sottolinea come la fiducia reciproca tra sconosciuti sia stata essenziale per la formazione di gruppi sociali più grandi e più complessi, superando i limiti delle piccole comunità basate su legami di sangue, e attribuisce un ruolo centrale alle narrazioni condivise nella creazione e nel mantenimento della fiducia.

Le religioni, le ideologie politiche, le istituzioni finanziarie e anche le aziende funzionano sulla base della fiducia collettiva nelle loro narrazioni e simboli. Ad esempio, il valore del denaro o l'autorità delle leggi sono basati sulla fiducia che le persone ripongono in queste astrazioni.

Anche la filosofa Michela Marzano, nel suo libro “Avere fiducia” dal significativo sottotitolo “Perché è necessario avere fiducia negli altri” sostiene che la fiducia è il fondamento di tutte le relazioni umane.

Scrive “La fiducia è il cemento delle nostre società. […] Se nessuno si fidasse di nessuno, infatti non sarebbe nemmeno possibile prendere in considerazione l’esistenza di una comunità […] Di fatto, una società senza fiducia è una società senza ossatura. La diffidenza è un circolo vizioso che finisce per indebolire il mondo sociale”.

La fiducia, secondo Marzano, “è fondamentale perché, senza fiducia, è difficile immaginare l’esistenza stessa delle relazioni umane: dai rapporti di lavoro all’amicizia […] La fiducia si contrappone direttamente alle impasse della paura, che è diventata uno dei mali della nostra modernità. […] A differenza della paura che porta ognuno a rifugiarsi in un universo chiuso, in cui niente è più possibile, la fiducia aiuta a uscire da questo stato di paralisi. Ci permette di scommettere di nuovo su noi stessi, sugli altri, sul futuro, rompendo il circolo vizioso dell’angoscia”.

La fiducia come condizione di possibilità dell’Agenda 2030 dell’ONU

Come abbiamo visto la fiducia è essenziale per mobilitare e far evolvere individui, comunità e nazioni affrontando con successo problemi sempre più complessi. La fiducia aiuta a superare le barriere culturali, politiche ed economiche, promuovendo la comprensione e la cooperazione tra diverse culture e società.

Molti dei problemi che l'Agenda 2030 cerca di risolvere sono complessi e interconnessi.

La realizzazione degli SDGs richiede una collaborazione senza precedenti tra governi, settore privato, società civile e cittadini. La fiducia reciproca tra queste parti interessate è fondamentale per facilitare partnership efficaci (che costituiscono addirittura l’oggetto dell’Obiettivo 17) , promuovere la trasparenza e garantire che gli sforzi congiunti siano orientati verso obiettivi comuni.

La fiducia dei cittadini nelle istituzioni, inoltre, è indispensabile sia a livello nazionale che internazionale, favorisce la partecipazione civica e garantisce che le politiche e le misure adottate siano accolte e sostenute dalla popolazione. La fiducia allora diventa anche un indicatore della salute di una comunità.

Infine, la fiducia in un futuro migliore è ciò che motiva le persone a impegnarsi per il cambiamento. La speranza e l'ottimismo, alimentati dalla fiducia nelle capacità collettive dell'umanità di affrontare le sue sfide più grandi, sono essenziali per mantenere l'impulso verso il raggiungimento degli SDGs.

E anche la fiducia delle persone nella scienza e nell'innovazione diventa vitale per implementare tecnologie e pratiche sostenibili soprattutto per la lotta al cambiamento climatico e per la promozione della salute e del benessere per tutti.

La fiducia, quindi, è un ingrediente cruciale per il successo dell'Agenda 2030 che dobbiamo coltivare quotidianamente per assicurarci di lasciare un mondo sostenibile e giusto per le generazioni future.

La fiducia come fattore critico del successo umano

In "La velocità della fiducia", Stephen M.R. Covey - scrittore americano figlio del più noto Stephen Covey, uno dei più influenti studiosi del secolo scorso sui temi della leadership -, esplora questo concetto con un approccio molto pragmatico e in qualche modo ‘rivoluzionario’: la fiducia non è solo una qualità morale, ma anche un fattore critico di successo economico e sociale.

Covey inizia sottolineando come la fiducia non sia solo una questione etica, ma abbia anche un impatto tangibile sull'economia. In ambienti con alta fiducia, le transazioni avvengono più rapidamente e a costi inferiori, mentre in ambienti a bassa fiducia, ogni azione richiede più tempo e risorse influenzando, quindi, significativamente la nostra efficienza e produttività.

Secondo questo autore la fiducia si stabilisce e si propaga come un’onda, dall’interno verso l’esterno, e per questo utilizza questa metafora per descrivere i 5 livelli - le ‘5 onde’ - della fiducia:

Prima onda: la fiducia in se stessi

Seconda onda: la fiducia nelle relazioni

Terza onda: la fiducia aziendale

Quarta onda: la fiducia nel mercato

Quinta onda: la fiducia sociale.

Covey argomenta che, essendo ogni onda fondamentale e motore della successiva, costruire fiducia a ogni livello crea un effetto a catena positivo che permea tutti gli aspetti della vita.

È importante sottolineare anche l'idea, non originale ma rilevante, che la fiducia sia una competenza che può essere sviluppata e migliorata così come che tutto cominci dalla fiducia in se stessi.

La fiducia in se stessi, infatti, è il fondamento per poter fidarsi degli altri e del mondo che ci circonda.

Se non ho paura di soccombere all’Altro, posso correre il rischio di andargli incontro.

Per questo nella costruzione della fiducia, diventa così rilevante prendersi cura dell’educazione.

Essa, infatti, non solo fornisce le conoscenze e le competenze necessarie per affrontare varie sfide ma attraverso l’esperienza e la riflessione guidate, aiuta anche a sviluppare la capacità di pensare in modo critico, di valutare e accogliere i rischi, di risolvere problemi e di prendere decisioni consapevoli.

La fiducia va costruita e mantenuta, soprattutto attraverso la riflessione critica sui successi e sui fallimenti per diventare consapevoli delle risorse su cui è possibile contare e imparare a vedere il fallimento come un'opportunità di apprendimento piuttosto che come un ostacolo.

E la fiducia può essere addirittura ripristinata una volta che sia stata compromessa, ammettendo gli errori e impegnandosi in azioni correttive.

Dalla fiducia all’interno dei team alla fiducia nella società

Un altro studioso americano, Patrick Lencioni, in uno dei suoi libri più noti, "Le Cinque Disfunzioni di un Team", identifica la mancanza di fiducia come la prima e più fondamentale disfunzione di un team. Egli esamina la fiducia come pilastro cruciale per il successo di un team.

Il suo lavoro mi sembra interessante per riflettere sulla possibilità e sugli effetti dell’estendere la sua concezione di fiducia oltre l'ambito aziendale, applicandola alla società nel suo insieme.

In un periodo storico segnato da sfiducia, polarizzazione e crisi sociali, l'approccio di Lencioni alla fiducia potrebbe offrire ispirazioni interessanti per ricostruire le relazioni sociali e rafforzare il tessuto della nostra società. Proviamo.

La fiducia è basata sulla vulnerabilità: è un concetto chiave per Lencioni  - ma anche per Marzano e altri - che implica un'apertura e una sincerità che vanno oltre la semplice affidabilità.

Nella società questo significherebbe impegnarsi per costruire contesti e incoraggiare dialoghi nei quali le persone non abbiano timore di mostrarsi vulnerabili e si sentano sicure nell'esprimere i propri dubbi, paure e speranze senza aver paura del giudizio altrui.

In un'epoca di estrema polarizzazione, questo può essere la chiave per superare le barriere ideologiche e creare un senso di comunità più forte.

La fiducia basata sulla vulnerabilità e sull'autenticità potrebbe essere un antidoto potente. Promuovendo la comprensione reciproca e la tolleranza, possiamo iniziare a colmare le divisioni che ci separano.

Dal conflitto costruttivo al dialogo sociale: nei team, la fiducia permette un conflitto costruttivo; nella società questo principio potrebbe tradursi in un dialogo sociale più profondo e produttivo.

Invece di evitare le discussioni difficili o cadere nelle trappole dell'eco-chamber, una società che coltiva e pratica la fiducia reciproca può affrontare i suoi problemi più controversi in modo aperto e onesto, promuovendo soluzioni inclusive e durature.

Ruolo dei leader nella costruzione della fiducia: Lencioni enfatizza il ruolo dei leader nel promuovere la fiducia nei team.

In una prospettiva più ampia, questo suggerisce che tutti i leader  - politici, culturali e sociali - hanno la responsabilità di dare l'esempio, mostrando vulnerabilità, integrità e un autentico impegno per il bene comune. La loro capacità di costruire ponti e instaurare fiducia può avere un impatto significativo sul clima sociale generale.

La fiducia ha impatto sui risultati: Lencioni collega direttamente la fiducia con la performance complessiva del team. Un team nel quale ci si fida l'uno dell'altro è più coeso, collaborativo, e in definitiva più efficace nel raggiungere i suoi obiettivi.

Le sfide globali come i cambiamenti climatici, le pandemie e le crisi economiche richiedono un livello di collaborazione e fiducia che va oltre i confini nazionali e culturali.

Investendo sulla fiducia si può lavorare insieme in modo più efficace per trovare soluzioni condivise e costruire un futuro davvero sostenibile per tutti.

Conclusioni

Mi piace concludere con due citazioni che ci riportano alla filosofia.

La prima è ancora di Michela Marzano: “La fiducia è anche pericolosa: comporta sempre il rischio che il depositario della nostra fiducia non sia all’altezza delle nostre aspettative o, peggio ancora, che tradisca deliberatamente la fiducia che riponiamo in lui. La fiducia è una scommessa umana […] ma la fiducia si impara unicamente a partire dal momento in cui si accetta di saltare dalla finestra anche se non abbiamo la certezza che ci saranno due braccia a prenderci al volo”.

La seconda è di Hanna Arendt (è esergo del libro di Marzano) che scrive “La fiducia non è una vuota illusione. Alla lunga è l’unica che ci può assicurare che il nostro mondo privato non sia anch’esso un’inferno”.