Sviluppo sostenibile per aziende virtuose

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Adottare una logica di sviluppo sostenibile, per le aziende, in particolare le PMI, fino a pochissimo tempo fa sembrava ancora, spesso, una prospettiva lontana e di secondaria importanza, un lusso per qualcuna di esse.


Ultimamente, invece, lo sviluppo sostenibile per le aziende è diventata una parola d'ordine anche se si fa ancora fatica, poi, a sviluppare una strategia e un orientamento gestionale da impresa sostenibile, concreta ed efficace.
Che ci sia sempre maggiore interesse per lo sviluppo sostenibile nelle aziende, per noi di Bottega Filosofica - che è società Benefit e B Corp certificata - non può che essere una buona notizia: perché la sostenibilità ce l'abbiamo nel cuore, come impresa e come persone.


Ma se dovessimo dire cos'è un'impresa sostenibile, cosa potremmo dire?


Le imprese sostenibili 

Potremmo fare una premessa: per le imprese sostenibili, la sostenibilità è una chiave di lettura per l'impresa stessa e anche un criterio di ispirazione per la strategia


Parlando di sostenibilità per l'impresa, soprattutto con le PMI, la conversazione si indirizza spesso su come le persone siano convinte che 'non è il momento' perché 'hanno altri problemi'. Non sanno ancora o non si rendono pienamente conto di quanto essa potrebbe essere un modo anche per risolvere i problemi che pensano di avere. 


Sarebbe invece importante sviluppare maggiore consapevolezza della visione d'insieme, perché quando un'azienda è profittevole, lo è per tutti.


Abbiamo imprese sostenibili, 'buone imprese' quando sono in equilibrio tutti i profitti - il profitto per gli investitori o i proprietari, quello per i clienti, perché l'azienda è in grado di offrire un prodotto o un servizio di cui hanno davvero bisogno, il profitto per le persone che lavorano, creando ambienti di lavoro in cui ci sia benessere e crescita per tutti.


Quando questi profitti sono portati avanti insieme in maniera armoniosa spesso ne discende un impatto positivo, un profitto anche per il contesto e l'ambiente.


Le imprese sostenibili sono quelle che seguono il modello in cui crediamo e che abbiamo sviluppato insieme  alla Fondazione Buon Lavoro e ad altri professionisti. Che, se lo guardiamo bene, è anche strategia. Una strategia di lavoro che porta vantaggi. 

Nella conversazione oggetto del video di apertura questi vantaggi sono ben esaminati. 

Ma facciamo anche un piccolo approfondimento su due aspetti specifici, lo sviluppo sostenibile ambientale e lo sviluppo sostenibile sociale. 

Lo sviluppo sostenibile ambientale

L'attenzione allo sviluppo sostenibile ambientale è già abbastanza consolidata, anzi una larga parte di persone e di imprese credono che lo sviluppo sostenibile sia ‘solo’ ambientale.

Certamente è quello su cui si è partiti prima e relativamente al quale ci sono normative molto precise e standard di riferimento.

Questo è certamente un bene ma non del tutto. Perché?

Nella maggior parte dei casi le aziende non colgono appieno le opportunità insite nell’adottare uno sguardo attento alla sostenibilità ambientale e non ne fanno una leva di sviluppo del business, limitando a muoversi nella logica della compliance – del rispetto – di normative e standard, senza sfidarsi ad andare oltre.

Le certificazioni ambientali sono strumenti, a disposizione delle aziende, per valutare e certificare l’impegno delle stesse nell’adottare sistemi di gestione virtuosi - ovvero rispettosi delle norme e degli standard di riferimento – in termini di sostenibilità ambientale. E di tutela e impatto ambientale delle loro attività produttive.

Solo le aziende che hanno un profilo ad alto impatto ambientale sono obbligate dalla legge ad essere certificate mentre l’adozione di sistemi di gestione e standard per la certificazione ambientale è volontaria per tutte le altre.

Ma andando oltre questo vediamo alcuni esempi di ciò in cui si può concretizzare lo sviluppo sostenibile ambientale per un’azienda.

Certamente un primo ambito d’azione è la riduzione costante e la compensazione delle emissioni inquinanti prodotte dalla struttura.

Ma c’è anche il contribuire alla creazione di aree verdi vicino all’azienda o il ripristino di zone ambientalmente degradate vicino o lontano,si pensi a tutte le iniziative avviate negli ultimi anni di riforestazione in America Latina e altrove.

Ci sono poi tutte le iniziative volte alla riduzione dei consumi elettrici e di acqua nei processi produttivi e per la gestione dei siti, quelle per l’autoproduzione di energie rinnovabili, la riduzione degli scarti e l’attivazione di circuiti di economia circolare.

Senza dimenticare gli investimenti in innovazione per proporre beni e servizi a basso impatto ambientale, riparabili, riutilizzabili e riciclabili.

Un altro esempio è, ancora, la nuova attenzione all'architettura degli edifici destinati al lavoro perché siano in armonia con il paesaggio circostante e non lo deturpino.

Insomma gli esempi non mancano e ci ‘vengono incontro’ appena si cominci a guardare all’azienda attraverso la lente dello sviluppo sostenibile ambientale.

Lo sviluppo sostenibile sociale

Relativamente allo sviluppo sostenibile sociale c’è ancora poca consapevolezza di cosa significhi davvero e di quante possibilità ci siano di avere un significativo impatto positivo da punto di vista sociale all’interno e all’esterno dell’azienda ben oltre le iniziative di responsabilità sociale d’impresa che, in ogni caso, sono senz’altro positive.

Cominciamo guardando all’interno e ai processi organizzativi per individuare anche alcuni elementi cruciali per lo sviluppo sostenibile sociale.

Il primo aspetto della sostenibilità sociale interna riguarda senza dubbio gli elementi ‘hard’ ovvero corretta applicazione dei contratti nazionali, giusti inquadramento e retribuzione, formazione e pari opportunità per tutti di crescita e di accesso a ruoli decisionali e direttivi.

Un elemento altrettanto importante riguarda l’accesso alle informazioni. Queste circolano liberamente e c’è attenzione a non lasciare indietro nessuno. Esistono progetti per rendere l’azienda sempre più inclusiva e accogliente di tutte le diversità che sono considerate un valore e le persone si sentono libere di sbagliare, di esprimere opinioni e avanzare proposte anche se diverse dalle opinioni prevalenti nell'organizzazione.

Le persone che lavorano in azienda conoscono i processi decisionali e operativi e questi sono oggetto di rivisitazione periodica per il loro miglioramento con il contributo di tutti. Nei casi più virtuosi questa conoscenza non si limita ai processi in cui la singola persona è coinvolta ma si estende, magari con livelli di consapevolezza diversi, a tutto il sistema dei processi aziendali.

Va da sé che quanto detto sinora a proposito dei lavoratori riguarda, con i necessari aggiustamenti – anche la rete dei fornitori. L’azienda socialmente responsabile conosce, rispetta e si cura dello sviluppo anche dei propri fornitori.

In definitiva, le persone che lavorano in e per l’azienda a qualsiasi titolo sono considerate sempre un patrimonio da valorizzare e non certamente solo un costo da ammortizzare.

Guardiamo rapidamente anche alla sostenibilità sociale esterna.

Questa si concretizza essenzialmente nell’essere un’impresa che svolge pienamente e responsabilmente il proprio ruolo di attore sociale nelle comunità in cui è inserita e opera. Un ruolo che contribuisce in maniera positiva allo sviluppo economico e sociale di quel territorio non depauperandolo, offrendo lavoro di qualità, sostenendo iniziative di formazione, di innovazione sociale ecc..

Talvolta l’impegno per la sostenibilità sociale va oltre i confini delle proprie comunità e si manifesta nel sostegno, soprattutto economico ma in un numero sempre maggiore di casi anche progettuale, organizzativo e in termini di ore di lavoro donate, a progetti di sviluppo per gruppi ‘deboli’ (donne, immigrati, giovani in condizioni di disagio,ad esempio) o in aree svantaggiate del Paese e del Mondo.

In sintesi

Le grandi aziende sono da tempo impegnate a mostrarsi virtuose sul piano della sostenibilità ambientale e sociale. Fanno a gara nell’essere percepite come ‘good employer’ e attive in iniziative di carattere sociale - spesso anche solo perché fanno ‘buona reputazione’ - essendo ben consapevoli di quanto questo conti in termini di apprezzamento da parte del mercato e di attrazione dei talenti.

Molte delle PMI italiane, invece, sono già dei buoni e degli ottimi attori di sviluppo sostenibile a livello ambientale e sociale e non lo sanno o non se ne rendono pienamente conto.

Magari perché gli imprenditori fanno le cose per tradizione o per affetto e vicinanza alle persone con cui lavorano e al contesto. Perché gli sembra il modo giusto di agire. Senza soffermarsi a pensare che può essere una vera strategia, che ha un impatto sul mercato, oggi molto attento al come le cose sono realizzate, e che ha importanza per gli istituti di credito e i finanziatori, sempre più esigenti su questi temi.

La sfida del momento, allora, è probabilmente, dire alle imprese 'Guarda dove sei sostenibile e quanto puoi migliorare', perché c'è già tanto da raccontare, c'è del valore nascosto nella maggior parte delle PMI italiane che gli stessi imprenditori e lavoratori non vedono come qualcosa di speciale ma che invece lo è, e vale la pena di mostrarlo.